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الرئيس الايطالي يكرم الصحافية السورية المعارضة أسماء دشان Asmae Dachan

حصلت السيده الصحفية التي وهبت حياتها وعملها للقضيه السوريه اليوم على الوسام الأعلى من الرئيس الإيطالي الف مبروك تستحقين كل الحب والتقدير والاحترام .

Riccardo Cristiano

Asmae Dachan Cavaliere della Repubblica: perchè la scelta di Mattarella è giusta

Fratelli d’Italia sbagli ad attaccare l’italo-siriana mentre lei esprime quell’islam illuminato che magari non si vuole vedere, ma c’è.

Qualche settimane fa, quando organizzammo una fiaccolata per padre padre Paolo Dall’Oglio, qui a Roma, manifestò il suo interesse per le nostre iniziative una persona di Fratelli d’Italia, che poi mi invitò a una loro iniziativa per i cristiani perseguitati. Mi avrebbe fatto molto piacere parteciparvi, i cristiani perseguitati, come Paolo ad esempio, mi hanno sempre interessato molto, a differenza di quelli che possono sbagliare e ritrovarsi nei pressi dei persecutori, come è accaduto a certuni con la giunta del generale Videla, ad esempio. Questa difesa dei veri perseguitati è infatti importantissima oggi, soprattutto oggi, e soprattutto se va al di là della propria appartenenza. Ricordo ad esempio qualche anno fa, quando pubblicammo con la casa editrice San Paolo, un libro su Paolo, “Paolo Dall’Oglio, la profezia messa a tacere”, la rapidissima ed entusiasta adesione di Asmae Dachan, che scrisse un capitolo, “il fratello maggiore che cercavo”, nel quale si può leggere: “Abuna (come i siriani chiamano Paolo) è diventato un riferimento, un simbolo, non solo per i siriani in Siria, ma anche per quelli all’estero, in particolare in Italia, sua terra d’origine. Con il suo impegno ha fatto luce sul dramma della repressione in Siria, lanciando moniti anche sul pericolo di una deriva settaria se la comunità internazionale non fosse intervenuta tempestivamente per fermare le violenze.” Aveva ragione Paolo a denunciarlo, aveva ragione Asmae a ricordarlo. Avevano torto invece quelli che non hanno visto o non hanno voluto vedere il Giano bifronte siriano, da una parte il volto di Assad e dall’altra, inseparabile, quello di al-Baghdadi.
Spero in tutta sincerità che il filo del dialogo interrotto con gli amici di Fratelli d’Italia si possa riprendere perché la visione di Paolo, visione profondamente evangelica, echeggia chiarissima nel libro di Asmae, “il silenzio del mare”. Quel silenzio che uccide la fratellanza nostra con loro, i nostri fratelli, scacciati dalle loro terre come fece, e oggi fa nuovamente, il Faraone. Capire il valore biblico di questa ricorrenza è importante per tutti. Il Faraone non è morto, non è una figura astratta, il Faraone vive in tutti quei despoti, e quei terroristi che sono terroristi come lui ma non guidano Stati riconosciuti, per fortuna, che offendono in modo sacrilego l’uomo. E’ quello che ha fatto Assad col popolo siriano, è quello che ha fatto al-Baghdadi con le popolazioni che ha schiavizzato, è quello che ha raccontato Asmae, in italiano di italiana, e che noi non abbiamo saputo vedere. Lo ha visto per fortuna, e molto bene, Mattarella, insignendola del titolo di Cavaliere della Repubblica. Un riconoscimento che arriva nelle ore in cui 800mila documenti autografi e trafugati dall’inferno siriano sembrerebbero attestare ulteriormente la responsabilità del regime siriano in crimini contro l’umanità e che richiedono di allontanare l’ombra oscura del paventato riconoscimento formale di questo morente regime.
Dico che spero che il filo interrotto del dialogo con la signora Meloni riprenda perché ho avuto l’impressione che alcune letture possano averla fuorviata. L’attacco ad Asmae, che il capo dello Stato ha con grande visione nominato cavaliere della Repubblica, è un attacco che credo fuorviato da queste fuorvianti fonti, mentre lei esprime quell’islam illuminato che magari non si vuole vedere, ma c’è. Lo esprime in quello che fa, in quello che scrive, nel velo chiaro e colorato che indossa con leggiadria affettuosa. Come faceva mia nonna, che ricordo nel nostro paesino con il suo velo leggero. Il velo di mia nonna appartiene alla mia storia, dovrei cancellarlo? Non credo. Ma non voglio eliminare dalla mia storia neanche le foto di Caesar, portate in Italia con Amnesty International, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Articolo21 e la cattolica Focsiv. Un sito proprio in queste ore in sintonia con l’attacco ad Asmae quelle foto false, per quanto siano state portate al rischio della vita fuori dalla Siria da un agente della sicurezza siriana incaricato di fotografare la morte.
Ma ogni indagine seria ha dimostrato che sono vere. Nessuno dal Qatar ha contattato i promotori dell’esposizione romana per esporle, e se ci avesse pagato, come ipotizzato, non avremmo dovuto tassarci tra promotori e amici per esporle. Tra quelle foto è stato trovato un giovane, barbaramente ucciso perché dissidente, che i suoi parenti cercavano da anni, protagonista di un cortometraggio sulla non-violenza, sulla democrazia, sulla libertà di pensiero.

Quel sito così duro con Asmae dimostra che convergono nel criticare Asmae e Mattarella quelli che credono che gli Stati Uniti sono i mandanti delle presunte falsità di Caesar, insieme al Qatar, oggi non ostile all’Iran. Non saranno ambienti strani anche per Fratelli d’Italia? Attenzione però, sono ambienti attigui a chi ha dichiarato che la Trinità è fatta da “Presidente, popolo ed esercito.” Un cattolicesimo … strano, no?
Ma la cosa più importante per procedere è guardare non le foto di cui parla la Meloni, e che non riguardano Asmae ma altre persone, ma guardare le foto di Caesar per capire chi capovolge la storia: bisogna guardarle una per una, guardare quella scarpa immortalata vicino al volto di un torturato, guardare quei ventri seviziati, guardate quel volto di donna e provate a pensare cosa ha patito prima di spegnarsi. Poi magari cercherete Asmae per ringraziarla di essere italiana, cavaliere della nostra Repubblica, appassionata amica dell’uomo. Se volessero a Fratelli d’Italia sarebbe il caso di parlarne: molto volentieri.

 

 

Asmae Dachan risponde alle accuse di Giorgia Meloni: «La dittatura è il male. Sono fiera di essere italiana»

Asmae Dachan ha risposto alla segretaria di Fatelli d’Italia: «Non vi è nulla di più distante da me, del terrorismo, della violenza, dell’integralismo»

Nonostante la rimozione del tweet, le accuse rivolte da Giorgia Meloni alla giornalista italo siriana Asmae Dachan hanno fatto il giro web creando indignazione nel mondo dell’informazione e non solo.
La vicenda

La leader di Fratelli d’Italia aveva criticato la decisione del presidente della Repubblica di voler consegnare alla giornalista, nota per i suoi reportage dalla Siria, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica.

«Tale gesto sarebbe un clamoroso atto di sottomissione all’Islam radicale», aveva scritto nel suo post Meloni, accusando la giornalista di essere vicina all’Islam estremista e ai Fratelli Musulmani tramite una presunta affiliazione del padre.
La risposta di Asmae Dachan

In occasione della celebrazione della Festa della Repubblica è arrivata la risposta di Dachan, affidata a un lungo post su Facebook. «Non vi è nulla di più distante da me, dalla mia educazione e dai miei convincimenti del terrorismo, della violenza, dell’integralismo», ha scritto.

«Non mi riconosco in nessuna delle accuse che l’on. Meloni mi ha rivolto. Non comprendo come certe affermazioni possano essere formulate senza un briciolo di verifica, di attenzione, di rispetto verso la storia e la vita delle persone», continua Dachan.

«I miei articoli, i miei libri, la mia vita ne sono una testimonianza. Considero le dittature, tutte, comprese quelle religiose e salafite, un male da combattere», scrive la giornalista rispondendo alle accuse dell’onorevole Meloni sulla sua presunta vicinanza all’Islam radicale.

In un passaggio del suo post, la giornalista ha ribadito di essere e sentirsi italiana «nelle mie fibre più intime e so quale tributo di distruzione, di morte e dolore è costato all’Italia liberarsi dalla dittatura fascista e guadagnare la democrazia».

«Riceverò l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica fiera di essere italiana, fiera di essere cittadina di un Paese democratico, fiera della Repubblica, unica garanzia contro ogni forma di dispotismo, di sopruso, di umiliazione ma anche unica garanzia per il progresso, l’uguaglianza, la parità di genere», ribadisce Dachan.

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Translated via Google

 

ردت أسماء داتشان على سكرتيرة فاتيلي الإيطالية قائلة: “لا يوجد شيء بعيد عني ، من الإرهاب والعنف والأصولية”

على الرغم من إزالة سقسقة ، فإن الاتهامات التي وجهتها جيورجيا ميلوني إلى الصحفية الإيطالية السورية أسماء داتشان قامت بجولة على شبكة الإنترنت ، مما أثار غضب في عالم المعلومات وخارجها.
القصة

انتقد الأخوان في إيطاليا قرار رئيس الجمهورية الراغب في تسليمه إلى الصحفي ، المعروف بتقاريره من سوريا ، وسام فارس وسام الاستحقاق للجمهورية.

وكتب ميلوني في هذا المنصب ، “هذه البادرة ستكون عملاً مدهشًا للخضوع للإسلام الراديكالي” ، متهماً الصحافي بالاقتراب من الإسلام المتطرف والإخوان المسلمين من خلال الانتماء المزعوم لوالدها.
الجواب أسماء داتشان

بمناسبة الاحتفال بيوم الجمهورية ، وصل رد داتشان ، أوكل إلى وظيفة طويلة على Facebook. وقال “لا يوجد شيء بعيد عني وعن تعليمي وعن قناعاتي بالإرهاب والعنف والأصولية.”

“لا أتعرف على نفسي في أي من التهم التي وجهها إلي هون. ميلوني. لا أفهم كيف يمكن صياغة بعض البيانات دون القليل من التحقق والاهتمام واحترام تاريخ الناس وحياتهم” ، لا يزال مستمراً داشان.

“مقالاتي ، كتبي ، حياتي هي شهادة على ذلك. أنا أعتبر الديكتاتوريات ، كلهم ​​، بما في ذلك الديني والسلفي ، شرًا يجب محاربته” ، يكتب الصحفي ، رداً على الاتهامات التي وجهها السيد ميلوني حول له القرب المزعوم من الإسلام الراديكالي.

في مقطع من منصبها ، كررت الصحافية أنها كانت وشعرت الإيطالية “في أكثر الألياف حميمية وأنا أعلم ما تكريمه من الدمار والموت والألم التي كلفت إيطاليا لتحرير نفسها من الديكتاتورية الفاشية والحصول على الديمقراطية”.

“سأحصل على شرف كافاليير ديلا ريبابليكا ، فخورة بكوني إيطاليًا ، وفخورًا بكوني مواطنًا في بلد ديمقراطي ، وفخورًا بالجمهورية ، وهو الضمان الوحيد ضد جميع أشكال الاستبداد ، والإيذاء ، والإذلال ، لكن أيضًا الضمان الوحيد للتقدم ، المساواة ، المساواة بين الجنسين “، كرر داشان

Asmae Dachan replied to the secretary of Fatelli of Italy: “There is nothing more distant from me, than terrorism, violence, fundamentalism”

Despite the removal of the tweet, the accusations made by Giorgia Meloni to the Italian-Syrian journalist Asmae Dachan made the web tour, creating outrage in the world of information and beyond.
The story

The leader of the Brothers of Italy had criticized the decision of the President of the Republic to want to hand over to the journalist, known for his reports from Syria, the honor of Knight of the Order of Merit of the Republic.

“This gesture would be a resounding act of submission to radical Islam,” Meloni wrote in his post, accusing the journalist of being close to extremist Islam and the Muslim Brotherhood through an alleged affiliation of her father.
Asmae Dachan’s answer

On the occasion of the celebration of Republic Day, Dachan’s response arrived, entrusted to a long post on Facebook. “There is nothing more distant from me, from my education and from my convictions of terrorism, violence, fundamentalism,” he wrote.

“I don’t recognize myself in any of the charges that the Hon. Meloni addressed me. I don’t understand how certain statements can be formulated without a bit of verification, attention, respect for the history and life of people “, continues Dachan.

“My articles, my books, my life are a testimony of this. I consider the dictatorships, all of them, including religious and Salafi, an evil to be fought “, writes the journalist, responding to the accusations made by Mr Meloni about his alleged proximity to radical Islam.

In a passage from her post, the journalist reiterated that she was and felt Italian “in my most intimate fibers and I know what a tribute of destruction, death and pain it has cost Italy to free itself from the fascist dictatorship and gain democracy”.

“I will receive the honor of Cavaliere della Repubblica, proud to be Italian, proud to be a citizen of a democratic country, proud of the Republic, the only guarantee against all forms of despotism, abuse, humiliation but also the only guarantee for progress, the equality, gender equality “, reiterates Dachan.